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Scholz: esercito tedesco sia pilastro di difesa europea

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Scholz: esercito tedesco sia pilastro di difesa europea

BERLINO.  – La Germania vuole assumere un ruolo centrale nella difesa del continente e il Paese tradizionalmente riluttante, che la guerra di Putin sta spingendo all’idea di esercitare una leadership anche militare, dovrà avere in futuro “le truppe meglio equipaggiate dell’Europa“.

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Parola del cancelliere Olaf Scholz, secondo il quale le mansioni prioritarie dei soldati ora devono sono chiare: “Il compito cruciale dell’esercito tedesco è la difesa della libertà in Europa“.  La Bundeswehr dovrà costituire, per il leader socialdemocratico che governa con i Verdi, “il pilastro fondante della difesa convenzionale in Europa“.

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In un discorso che si riallaccia a quello già ritenuto “storico”, pronunciato il 27 febbraio al Bundestag, quando l’erede di Merkel, fresco di insediamento, annunciò la svolta della Germania, lanciando un fondo speciale da 100 miliardi per rafforzare militarmente la locomotiva europea, Scholz ha assicurato che neanche questo potrà davvero bastare. E ha ribadito l’impegno “a investire in modo continuativo il 2% del Pil in difesa”. “Su questo potete contare!”.

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“Attualmente dalla Russia di Putin arriva la maggiore minaccia per la nostra Alleanza”, ha continuato il Bundeskanzler, che ha scandito: “Putin vuole cambiare i confini in Europa, avendo in testa la mappa dell’impero dello zar o dell’Unione sovietica”. E di fronte a questo pericolo, nell’ambito della Nato, l’Europa dovrà assumere “più responsabilità”: Scholz immagina anche un impegno a uno sforzo comune nell’equipaggiamento militare.

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Gli intenti del cancelliere arrivano però nel bel mezzo di un nuovo dibattito, che si è acceso stavolta sul rifiuto di approvare l’invio di panzer Leopard e Marder all’Ucraina, in una fase ritenuta decisiva, che vede segnare un successo dopo l’altro nella controffensiva di Kiev. Una mossa sollecitata con veemenza non solo dall’opposizione della Cdu, ma anche dalla ministra degli Esteri Annalena Baerbock, peraltro molto elogiata nelle stesse ore, a Berlino, dalla speaker della Camera americana Nancy Pelosi, nella capitale per il G7 dei presidenti dei parlamenti

Pelosi ha avuto toni entusiastici per la determinazione della giovane ministra nell’affrontare il suo incarico, e ha definito decisivo il contributo tedesco agli sviluppi nella guerra di Putin. La lista pubblicata dalla titolare della difesa Christine Lambrecht, con cui Berlino si è impegnata a nuovi concreti aiuti militari per Kiev, non è stata invece affatto sufficiente a far calare la pressione. Il ministro ucraino Kuleba ha fatto sapere dalle pagine di un giornale che “i Dingo” non sono quello di cui si ha più bisogno sul campo

E l’ambasciatore ucraino Andrij Melnyk è tornato a rilevare, in un talk show, evidenti contraddizioni fra l’aspirazione alla leadership, espressa recentemente dai tedeschi, e la negazione di qualsiasi azione individuale che possa segnare una “fuga in avanti”, innervosendo ulteriormente un avversario temibile come Vladimir Putin

È la Faz a ricordare in serata le proteste del presidente della associazione dell’esercito Andrè Wuestner, secondo il quale, sei mesi dopo il celebre discorso di febbraio sulla “svolta epocale” che costringe la Germania ha cambiare le sue strategie, le truppe si trovino ancora in “caduta libera”. Per realizzare gli obiettivi posti oggi dal cancelliere ci vorrà tempo

(di Rosanna Pugliese/ANSA)